Le cave di marmo di Carrara
Sulle Alpi Apuane le spettacolari cave di marmo riflettono un'immagine suggestiva. Qui la preziosa pietra bianca viene estratta fin dall'epoca dei romani. Da allora è utilizzata per impieghi di ogni genere: dai semplici oggetti alle più famose opere d'arte e d'architettura. In passato blocchi di marmo venivano trasportati con un'antica tecnica manuale: la "lizzatura", rievocata ogni anno, grazie al coraggio e all'abilità degli ultimi lizzatori viventi.
Nei laboratori artistici di Carrara, museo del marmo e in esibizioni all'aperto, si può vedere da vicino la storia e la lavorazione del marmo.
Catena di creste montuose che si stagliano nitide e imponenti sul resto dell'Appennino. Questo paesaggio con i suoi luoghi qua e là ancora intatti e le cave che ne scolpiscono i pendii, ha almeno duemila anni. È, infatti, dal II secolo A.C. che viene praticata l'estrazione del marmo; in epoca romana era lavoro per schiavi e per rei condannati per gravi delitti.
Per una visita alle Apuane, dall'uscita di Carrara ci si dirige verso Campocecina da dove si potrà avere un'ampia veduta sulle sottostanti cave e seguire le fasi di trasporto del marmo a valle. Prima di ridiscendere verso Carrara non dimentichiamo di fare una puntatina a Colonnata, patria del famoso lardo. Altre mete interessanti della nostra escursione verso le cave sono le zone di Fantiscritti e poi Pian della Fioba e Isolasanta, nel territorio del comune di Massa.
Michelangelo Buonarroti, Canova, Donatello e Brunelleschi, sono soltanto alcuni dei nomi di illustri artisti che personalmente si recavano presso le cave di marmo che circondano Carrara. Le cave che, come neve perpetua, imbiancano le fiancate delle Alpi Apuane e tramandano, nell'area della Versilia, una tradizione radicata da centinai di anni.
Il marmo era conosciuto già all'epoca dei romani, nel III secolo a.C., anche se la vera industria marmorea ebbe il reale sviluppo durante il periodo dei Medici, periodo in cui i marmi estratti dalle cave carrarine venivano utilizzati per impreziosire le costruzioni architettoniche di Firenze.
Dalle cave di Carrara si estrae una delle qualità di marmo più pregiate: il marmo statuario. Scultori ed architetti sceglievano i pezzi più consoni alla realizzazione delle proprie opere, come Michelangelo. L'artista aretino era del parere che racchiusa nel blocco di marmo esisteva già la forma della statua, come imprigionata, il suo compito era di liberarla dalla pietra in eccesso.
E proprio Michelangelo trascorse circa tre anni della sua vita in Versilia per seguire la lavorazione delle opere che gli erano state commissionate dalla famiglia dei Medici, infatti esiste ancora oggi ed è attiva la Cava di Michelangelo dalla quale è stato estratto il marmo di tante opere sculturee come la Pietà. Nel 1962 è stato aperto il Museo del Marmo, suddiviso in cinque sezioni vi è raccolta tutta la storia del marmo: dai primi lavori eseguiti dai romani fino a giungere alle opere di scultura moderna. |